7.5
Il mercantilismo fu l'insieme dominante di politiche in Europa dal XVI al XVIII secolo. Si basava sulla convinzione che la forza di una nazione derivasse dalla sua ricchezza e dal controllo economico.
Per costruire potere nazionale, i governi mercantilisti cercarono di aumentare la ricchezza attraverso varie strategie.
Un approccio principale era l'accumulo di metalli preziosi, in particolare oro e argento. La ricchezza veniva sempre più misurata dai lingotti di oro conservati nei tesori nazionali, simbolo di forza e stabilità.
Un'altra pratica chiave era l'espansione delle proprietà coloniali per garantire le risorse e controllare il commercio. Le colonie fornivano materie prime e fungevano da mercati prigionieri. Il Nord America britannico, ad esempio, esportava cotone e legname in Gran Bretagna ed era obbligato a importare beni manifatturati in Gran Bretagna.
I mercantilisti sottolineavano anche il mantenimento di un saldo commerciale favorevole. Esportando più di quanto importassero, le nazioni garantivano un flusso costante di lingotti. Nella Francia del XVII secolo, Jean-Baptiste Colbert promosse questa politica promuovendo le industrie nazionali e imponendo dazi sulle importazio
Dal XVI al XVIII secolo molte nazioni europee adottarono un sistema economico noto come mercantilismo, fondato sulla convinzione che la forza di un Pa…
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