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La motivazione di una persona ad aiutare qualcun altro in difficoltà può variare, a seconda delle circostanze.
Da un lato, potrebbero egoisticamente pensare "Cosa ci guadagno?". Secondo il modello arousal: cost-ward, quando qualcuno osserva una persona in difficoltà, può sperimentare una tensione fisiologica seguita da una valutazione rapida e automatica delle potenziali conseguenze del dare una mano.
Ad esempio, le conseguenze negative, come essere criticati, così come i risultati favorevoli, come ricevere denaro e lodi, possono in ultima analisi influenzare un atto di beneficenza.
Allo stesso modo, gli individui possono decidere di aiutare a sentirsi meglio. Secondo il modello di sollievo statale negativo, i bisogni della vittima sono secondari rispetto ad alleviare il proprio umore depresso.
Entrambe queste teorie descrivono l'egoismo, la motivazione di considerare i potenziali costi e ricompense prima di venire in aiuto degli altri.
Al contrario, le persone possono impegnarsi nell'altruismo, migliorando il benessere di qualcun altro per motivi altruistici, senza alcun riguardo per i guadagni personali o le conseguenze. In questo tipo di comportamento, le azioni dell'individuo sono attribuite alla connessione emotiva sentita con il bersaglio.
Alla fine, la spinta sottostante ad aiutare potrebbe essere unicamente egoistica o altruistica, o anche una combinazione dei due. Sulla base di recenti ricerche, la probabilità di aiutare gli altri è legata a determinate dimensioni della personalità, tra cui la gradevolezza e le differenze nell'elaborazione emotiva.
È importante sottolineare che il percorso tra atti egoistici e altruismo non è scolpito nella pietra; i comportamenti possono cambiare in risposta a esperienze e approcci culturali, come l'addestramento alla compassione.
Voluntary behavior with the intent to help other people is called prosocial behavior. Why do people help other people? Is personal benefit such as fee…
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