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I farmaci antiepilettici, come levetiracetam e brivaracetam, sfruttano la proteina SV2A della vescicola sinaptica per mitigare le convulsioni.
SV2A è una glicoproteina transmembrana localizzata principalmente nel cervello e svolge un ruolo chiave nella modulazione del rilascio di neurotrasmettitori.
Questi farmaci mostrano un'elevata affinità per la proteina SV2A e inibiscono i canali del sodio voltaggio-dipendenti neuronali. Il legame con SV2A modula il rilascio di neurotrasmettitori come il glutammato e il GABA, influenzando l'eccitabilità neuronale.
Questo controllo sul rilascio di neurotrasmettitori riduce l'ipereccitabilità neuronale e sopprime le convulsioni.
Il levetiracetam è approvato per le crisi miocloniche, ad esordio focale e tonico-cloniche generalizzate, mentre il brivaracetam è indicato esclusivamente per le crisi epilettiche ad esordio focale.
Questi farmaci mostrano una buona biodisponibilità orale e non sono ampiamente metabolizzati. L'emivita di questi farmaci è di circa 6-8 ore, indicando un'efficiente farmacocinetica.
Questi farmaci sono generalmente ben tollerati, ma possono causare effetti collaterali come sonnolenza, atassia, vertigini, cambiamenti comportamentali e disturbi gastrointestinali.
I farmaci antiepilettici, come il levetiracetam (Keppra) e il brivaracetam (Briviact), sono emersi come strumenti cruciali nella gestione dell'epiless…
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