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L'obesità è una condizione clinica caratterizzata da un eccesso di grasso corporeo, con un BMI di 30 o superiore, mentre un BMI compreso tra 18,5 e 24,9 è considerato sano.
Le calorie in eccesso vengono convertite in trigliceridi e immagazzinate nelle cellule adipose, portando spesso al loro ingrossamento.
Una volta che queste cellule raggiungono il loro limite di dimensioni, iniziano a proliferare, portando a un'obesità estrema.
L'obesità è associata all'insulino-resistenza e ad un aumento del rischio di diabete mellito di tipo 2.
Le loro cellule adipose hanno più recettori alfa-adrenergici e rilasciano citochine infiammatorie, che possono promuovere la resistenza all'insulina.
Inoltre, hanno lipasi lipoproteiche altamente efficienti, che facilitano la scomposizione dei trigliceridi e la loro conservazione come acidi grassi.
Gli individui obesi sono anche più inclini all'aterosclerosi, all'ipertensione, alle malattie cardiache e all'osteoartrite.
Diversi fattori possono contribuire all'obesità.
A volte, i tumori nell'ipotalamo, che regola l'assunzione di cibo, possono provocare obesità.
In alcuni casi, anche la predisposizione genetica è un fattore. L'eccesso di cibo durante l'infanzia è anche associato allo sviluppo dell'obesità più avanti nella vita.
L'indice di massa corporea (BMI) è un valore numerico derivato dal peso e dall'altezza di una persona, utilizzato per classificare gli individui in in…
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