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La cardiomiopatia dilatativa, o DCM, è una malattia progressiva del miocardio caratterizzata dalla dilatazione delle camere ventricolari e da un'alterata funzione contrattile.
Sebbene molti casi di DCM siano idiopatici, la condizione può anche derivare da insulti miocardici come ipertensione, infezioni da coxsackievirus B, agenti chemioterapici come la doxorubicina e disturbi endocrini come la tireotossicosi.
La DCM è caratterizzata da un danno miocardico diffuso, che può includere infiammazione, fibrosi e perdita di cellule miocardiche.
Questi cambiamenti portano a dilatazione ventricolare, compromissione della funzione sistolica, ingrossamento atriale e stasi del sangue nel ventricolo sinistro, che a sua volta causa cardiomegalia e disfunzione contrattile.
Successivamente, le manifestazioni cliniche della DCM includono ridotta capacità di esercizio, affaticamento, palpitazioni, dispnea a riposo, suoni cardiaci anomali S3 e S4, aritmie, soffi cardiaci, crepitii polmonari ed edema.
Infine, la DCM può essere diagnosticata mediante radiografia del torace, che rivela la cardiomegalia. Un ECG può mostrare aritmie e livelli elevati di peptide natriuretico di tipo B possono indicare insu
La cardiomiopatia dilatativa (DCM – Dilated Cardiomyopathy) è una patologia miocardica progressiva caratterizzata da dilatazione delle cavità ventrico…
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