La trombosi arteriosa (coagulo di sangue) è una complicanza comune di molte malattie sistemiche associate all'infiammazione cronica, tra cui aterosclerosi, diabete, obesità, cancro e disturbi reumatologici autoimmuni cronici. I trombi sono la causa della maggior parte degli attacchi di cuore, ictus e perdita delle estremità, rendendo la trombosi un problema di salute pubblica estremamente importante. Poiché questi trombi derivano da un'inappropriata attivazione piastrinica e dalla successiva coagulazione, il targeting terapeutico di questi sistemi ha un importante significato clinico per lo sviluppo di trattamenti più sicuri. A causa della complessità del sistema emostatico, gli esperimenti in vitro non possono replicare le interazioni sangue-parete vascolare; Pertanto, gli studi in vivo sono fondamentali per comprendere i meccanismi patologici della formazione dei trombi. A tal fine, sono stati sviluppati vari modelli di trombosi nei topi. Tra questi, il danno vascolare indotto da cloruro ferrico (FeCl3) è un modello ampiamente utilizzato di trombosi occlusiva che riporta l'attivazione e l'aggregazione piastrinica nel contesto di un sistema vascolare chiuso asettico. Questo modello si basa sul danno delle cellule endoteliali indotto da redox, che è semplice e sensibile sia ai farmaci anticoagulanti che agli antipiastrinici. Il tempo necessario per lo sviluppo di un trombo che occlude il flusso sanguigno fornisce una misura quantitativa del danno vascolare, dell'attivazione piastrinica e dell'aggregazione che è rilevante per le malattie trombotiche. Abbiamo perfezionato in modo significativo questo modello di trombosi vascolare indotta da FeCl3, che rende i dati altamente riproducibili con variazioni minime. Qui descriviamo il modello e presentiamo dati rappresentativi da diversi set-up sperimentali che dimostrano l'utilità di questo modello nella ricerca sulla trombosi.