I problemi di fertilità sono emersi come uno dei principali punti di interesse medico e sociologico, soprattutto nella società moderna, dove il calo dei tassi di fertilità e la crescente gravità della prevalenza e della gravità dell'infertilità sono saliti alla ribalta. La tecnologia di riproduzione assistita (ART) offre un'ampia gamma di possibilità per affrontare queste sfide, con l'iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI) comunemente utilizzata come intervento terapeutico.
Da quando Palermo ha riportato la prima gravidanza riuscita ottenuta attraverso l'iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI) nel 1992, l'ICSI è diventata una tecnica cardine nelle tecnologie di riproduzione assistita (ART)1. Tuttavia, considerando che l'ICSI è stata utilizzata in ambito clinico per soli 30 anni, un periodo relativamente breve rispetto alla durata della vita umana, gli effetti a lungo termine dell'ICSI, in particolare sullo sviluppo della prole, non sono stati ampiamente studiati e chiariti. Attualmente, i topi, caratterizzati da un background genetico uniforme e da una durata di vita più breve, sono emersi come un modello alternativo ampiamente utilizzato nella ricerca medica. Inoltre, il modello murino può ricapitolare l'intera durata della vita umana all'interno di un lasso di tempo compresso, dove un anno nei topi corrisponde all'incirca a 40 anni negli esseri umani2.
Nell'ultimo decennio, diversi studi su piccola scala hanno riportato che gli individui concepiti attraverso l'ICSI possono essere a maggior rischio di sviluppare sindromi metaboliche, come livelli anormali di zucchero nel sangue, più avanti nella vita 3,4. Sebbene le prove non siano definitive, questa scoperta ha comunque sollevato serie preoccupazioni all'interno della comunità scientifica riguardo alle implicazioni a lungo termine dell'ICSI sulla salute. Questa situazione sottolinea l'urgente necessità di valutazioni più rigorose della ART e delle sue conseguenze a lungo termine sulla salute. In particolare alla luce dei limiti e delle considerazioni etiche degli studi sull'uomo, lo sviluppo di modelli animali in grado di ricapitolare con precisione lo sviluppo della prole umana dopo l'ICSI è diventato sempre più cruciale. In questo contesto, il modello murino ICSI-ET (Intracytoplasmic Sperm Injection-Embryo Transfer), grazie alla sua capacità di imitare l'ICSI umana e facilitare il monitoraggio a lungo termine degli esiti di salute della prole, è diventato uno strumento efficace per valutare i potenziali rischi per la salute della tecnologia ICSI per la prole5.
Questo studio mira a indagare l'impatto della tecnologia ICSI-ET su un fenotipo metabolico prevalente, vale a dire la salute metabolica del glucosio della prole, impiegando il monitoraggio casuale della glicemia, il test della glicemia a digiuno e i test di tolleranza al glucosio per valutare lo stato metabolico del glucosio dei topi. Il monitoraggio casuale della glicemia viene utilizzato per catturare le fluttuazioni naturali del metabolismo del glucosio durante le normali attività fisiologiche, mentre i test di glicemia a digiuno e di tolleranza al glucosio vengono impiegati per valutare potenziali stati prediabetici.