Il metabolismo cellulare è un pilastro fondamentale della biologia cellulare, che guida molti processi che determinano la salute, la funzione e l'interazione delle cellule con l'ambiente. L'analisi del metabolismo a livello di singola cellula, in particolare all'interno degli ambienti nativi, fornisce informazioni preziose per rivelare le attività eterogenee e complesse nei sistemi biologici1. Ciò è particolarmente cruciale nello studio dei microrganismi, poiché molti microbi mostrano requisiti di crescita unici o dipendenze ambientali che sfidano i metodi di coltivazione tradizionali2. Ad esempio, alcune specie possono richiedere composizioni nutritive specifiche o relazioni simbiotiche non facilmente replicabili in un ambiente di laboratorio, rendendole così non coltivabili con le tecniche standard3. Inoltre, i lunghi periodi necessari per la coltivazione di alcune specie pongono sfide significative per la ricerca microbiologica, che spesso si estendono oltre i tempi pratici per lo studio e l'analisi. Per aggirare queste limitazioni, metodi alternativi come la reazione a catena della polimerasi e l'ibridazione in situ a fluorescenza (FISH) consentono l'identificazione di specie microbiche senza la necessità di coltivarle4, il che può ottenere una visione più accurata e olistica degli ecosistemi microbici. Tuttavia, queste tecnologie analitiche non hanno la capacità di chiarire il metabolismo cellulare. Questa lacuna evidenzia le sfide in corso nel campo della microbiologia: il compito concomitante di differenziare l'identità cellulare e chiarire il metabolismo a livello di singola cellula. I progressi in tecniche come la spettrometria di massa per immagini (IMS) accoppiata con isotopi stabili sono emersi come potenti strumenti per l'analisi metabolica a singola cellula5. In questi esperimenti, le cellule sono state incubate con substrati contenenti isotopi come 13C o 15N. Le biomolecole appena anabolizzate trasportano questi isotopi, rendendoli distinguibili sugli spettri m/z. Tuttavia, l'IMS soffre di strumentazione costosa, preparazione del campione complicata, produttività relativamente bassa e competenze necessarie per l'analisi degli spettri m/z. In combinazione con l'imaging a fluorescenza specifico per marcatore molecolare, sono stati compiuti progressi nel chiarire il metabolismo cellulare con una maggiore specificità6. Ciononostante, persistono sfide nel collegare queste due modalità. La differenza di risoluzione tra l'IMS e l'imaging a fluorescenza, combinata con diverse configurazioni operative, rende difficile allineare e correlare i risultati7.
L'integrazione dell'imaging spettroscopico vibrazionale con la marcatura di isotopi stabili offre una nuova soluzione per lo studio del metabolismo di una singola cellula. L'incorporazione di isotopi più pesanti rallenta la vibrazione dei legami chimici, portando a picchi spostati verso il rosso negli spettri vibrazionali8. In particolare, l'imaging vibrazionale fornisce una risoluzione spaziale paragonabile all'imaging a fluorescenza e sia la quantificazione metabolica che l'identificazione cellulare possono essere eseguite in un'unica configurazione, semplificando la registrazione e la correlazione delle immagini. Il nostro recente lavoro ha dimostrato la combinazione di una piattaforma avanzata di imaging vibrazionale: l'infrarosso fototermico ottico (OPTIR) con l'ibridazione in situ a fluorescenza (FISH) per sondare il metabolismo del glucosio nelle comunità batteriche9 (Figura 1). OPTIR è un sistema di microscopia spettroscopica vibrazionale che sfrutta l'effetto fototermico dell'assorbimento del medio infrarosso rilevando il cambiamento della luce visibile, che fornisce una risoluzione sub-micrometrica come nella microscopia ottica ma con le informazioni spettroscopiche vibrazionali aggiuntive originate dall'assorbimento del medio infrarosso. La FISH è una tecnica comunemente usata per determinare l'identità del microrganismo a livello di singola cellula. La sequenza di oligonucleotidi potrebbe essere progettata per colpire specifiche sequenze 16S di diversi taxa e potrebbero essere attaccati diversi fluorofori. L'ibridazione specifica delle sonde oligonucleotidiche progettate con l'rRNA bersaglio porta a forti segnali di fluorescenza delle specie bersaglio all'interno delle singole cellule e l'imaging a fluorescenza multicanale potrebbe essere eseguito per identificare più specie all'interno della popolazione. Poiché sia l'OPTIR che l'imaging a fluorescenza si basano sul rilevamento ottico, la combinazione di fluorescenza OPTIR e FISH è semplice da implementare. Le due modalità condividono la stessa risoluzione ottica per l'analisi di singole cellule e possono essere commutate comodamente senza richiedere ulteriori allineamenti o co-registrazioni.
Questo protocollo presenta una guida dettagliata all'utilizzo della piattaforma OPTIR-FISH per l'analisi avanzata della funzione e della struttura di una singola cellula. Abbiamo utilizzato i campioni batterici cresciuti in terreni contenenti 13C-glucosio come banco di prova e quantificato la sintesi proteica de novo dal 13C-glucosio. Al fine di dimostrare la capacità della piattaforma di identificare le cellule, abbiamo utilizzato miscele batteriche in cui ogni specie è stata marcata utilizzando sonde FISH mirate all'rRNA. Questo approccio ha facilitato l'identificazione precisa di ceppi batterici specifici, come Escherichia coli (E. coli) e Bacteroides thetaiotaomicron (B. theta), e il loro metabolismo. Questo protocollo offre ai ricercatori un potente strumento per la profilazione metabolica simultanea e l'identificazione delle specie a livello di singola cellula, promettendo di far progredire la nostra comprensione delle interazioni cellulari, della fisiologia e dei loro ruoli in ambienti complessi.