L'embolia polmonare (EP) è una delle principali cause di morte intraospedaliera e la terza causa più frequente di morte cardiovascolare. Nonostante la sua elevata incidenza, la prevenzione e la diagnosi tempestiva rimangono impegnative 1,2. Le terapie anticoagulanti e trombolitiche sono fondamentali nel trattamento dell'EP, ma una comprensione più profonda della progressione della malattia e nuovi approcci terapeutici è essenziale per migliorare la gestione della malattia3.
Nella moderna ricerca biomedica, i modelli animali svolgono un ruolo fondamentale nel chiarire i meccanismi delle malattie umane e nello sviluppo di nuove terapie 4,5. Topi, ratti, criceti e conigli sono spesso utilizzati nella modellazione PE a causa di considerazioni etiche e di economicità 6,7,8,9,10. Gli approcci di modellazione PE generalmente si dividono in tre categorie: formazione di trombi in vivo, iniezione di coaguli di sangue in vitro e somministrazione di particelle non trombotiche. La scelta delle specie animali e della tecnica di modellazione è determinata dagli obiettivi specifici della ricerca, poiché nessun singolo modello è adatto a tutti gli scopi. Ad esempio, gli studi incentrati sull'esplorazione di nuove terapie trombolitiche spesso impiegano modelli che coinvolgono coaguli di sangue autologhi invece di particelle non trombotiche.
Gli attuali metodi per la modellazione dell'EP nei roditori affrontano sfide a causa della mancanza di metodologie dettagliate e standardizzate. Ciò influisce su processi chiave come il prelievo di sangue, la formazione di coaguli di sangue e la successiva embolizzazione, tutti fondamentali per garantire risultati riproducibili in tutti gli studi. Inoltre, c'è una lacuna significativa nella capacità di quantificare l'area embolizzata e mappare accuratamente la distribuzione degli emboli dopo l'embolizzazione. Affrontare queste carenze è essenziale per migliorare l'affidabilità e l'utilità dei modelli di roditori nella ricerca sull'EP.
In questo studio, vengono descritti protocolli dettagliati per stabilire un modello di PE nel ratto utilizzando coaguli di sangue autologhi. Questo modello presenta una tecnica di prelievo del sangue minimamente invasiva, una procedura standardizzata di generazione di trombi e un accesso venoso minimamente invasivo. Inoltre, vengono forniti protocolli per quantificare le aree infartuate nei polmoni e visualizzare l'albero arterioso polmonare, che possono facilitare ulteriori scoperte di ricerca.