La sorveglianza ambientale è riconosciuta come uno strumento importante per valutare la salute pubblica nell'era post-pandemica. L'acqua, in particolare le acque reflue, è emersa come fonte di scelta per campionare i carichi di agenti patogeni nell'ambiente. Le acque reflue provenienti da scarichi a cielo aperto e impianti di trattamento delle acque comunitarie sono un serbatoio di agenti patogeni e geni di resistenza antimicrobica (AMR) e spesso entrano in contatto con l'uomo. Sebbene esistano molti metodi per tracciare l'AMR dall'acqua, isolare DNA di buona qualità ad alte rese da campioni eterogenei rimane una sfida. Per compensare, i volumi di campione devono spesso essere elevati, creando vincoli pratici. Inoltre, il DNA ambientale è spesso frammentato e le fonti di AMR (plasmidi, fagi, DNA lineare) sono costituite da DNA a basso peso molecolare. Tuttavia, pochi processi di estrazione si sono concentrati su metodi per l'estrazione ad alto rendimento di DNA lineare e a basso peso molecolare. Qui, viene riportato un metodo semplice per l'estrazione lineare del DNA ad alto rendimento da piccoli volumi di acque reflue utilizzando le proprietà di precipitazione del polietilenglicole (PEG). Questo studio sostiene la necessità di aumentare la resa complessiva del DNA dai campioni d'acqua raccolti per le analisi metagenomiche, arricchendo la proporzione di DNA lineare. Inoltre, il miglioramento del DNA a basso peso molecolare supera l'attuale problema del sottocampionamento dell'AMR ambientale a causa di un'attenzione particolare al DNA intracellulare e ad alto peso molecolare. Si prevede che questo metodo sia particolarmente utile quando esiste DNA extracellulare ma a basse concentrazioni, come con gli effluenti degli impianti di trattamento. Dovrebbe anche migliorare il campionamento ambientale dei frammenti del gene AMR che si diffondono attraverso il trasferimento genico orizzontale.