Il prolasso degli organi pelvici (POP) ha un impatto significativo sul benessere di una parte sostanziale delle donne pare di età superiore ai 50 anni1. Con l'aumento della durata media della vita, un numero maggiore di donne richiederà un intervento chirurgico POP. Il gold standard per il trattamento del prolasso uterino è la sacrocolpopessi laparoscopica (LS), in cui l'apice vaginale è attaccato all'osso sacro sopra la terza e la quarta vertebra sacrale utilizzando una rete, vantando un tasso di successo superiore al 95% e una durata a lungo termine2. Tuttavia, la LS è una procedura impegnativa comunemente associata a problemi di defecazione postoperatoria3. Inoltre, la LS potrebbe non essere adatta ai pazienti obesi. La pectopessi laparoscopica (LP), in cui i legamenti ileopettinei sono utilizzati per una fissazione bilaterale della volta vaginale o del moncone cervicale, è emersa come una valida alternativa alla LS per affrontare il prolasso apicale, grazie a un'efficacia clinica comparabile e a una minore incidenza di disturbi della defecazione4.
Tuttavia, l'uso di reti sintetiche per il supporto apicale in LS e LP causa complicazioni legate alla rete, aumentando la sofferenza dei pazienti e le spese mediche5. Il nostro team ha pubblicato una nuova procedura chiamata pectopessi laparoscopica senza rete (LNMCP), che incorpora suture permanenti di cerchiaggio cervicale nel legamento rotondo fino al legamento ileopettineo. Questo è stato eseguito con successo con alte percentuali di successo oggettive e soggettive6. Prove recenti suggeriscono che molte donne con problemi di prolasso desiderano preservare il loro utero, che è fondamentale per mantenere la fiducia in se stesse, l'autostima e il senso difemminilità.
L'attuale ricerca riporta lo sviluppo di un nuovo approccio noto come pectopessi laparoscopica non-mesh cerclage con conservazione uterina per POP (LNMCPUP) per affrontare il prolasso apicale. Questa nuova tecnica prevede l'inserimento di suture di cerchiaggio cervicale nel legamento rotondo fino al legamento ileopettineo, con conseguente sospensione uterina solida. Inoltre, senza l'utilizzo di reti sintetiche, questa procedura ovvia all'erosione della rete riducendo i costi medici. Inoltre, questa procedura garantisce la conservazione dell'utero, riducendo così al minimo i rischi perioperatori associati all'isterectomia ed eliminando alterazioni significative negli esiti della chirurgia POP8.