La localizzazione del suono, la capacità di individuare l'origine precisa degli stimoli uditivi, è un'abilità uditiva critica che è alla base di una serie di funzioni essenziali nella vita quotidiana, tra cui una comunicazione efficace, una navigazione sicura attraverso gli ambienti e la capacità di orientarsi nello spazio. Quando un individuo sperimenta la sordità monolaterale (SSD), la capacità del sistema uditivo di localizzare i suoni è gravemente compromessa. Questo perché il nostro cervello in genere si basa sul confronto delle informazioni sonore ricevute da entrambe le orecchie per calcolare con precisione la posizione delle sorgenti sonore.
Il sistema uditivo umano impiega sofisticate tecniche di elaborazione del segnale per localizzare le sorgenti sonore, basandosi sulle differenze di tempo interaurale (ITD) e sulle differenze di livello interaurale (ILD) come segnali primari. Gli ITD si riferiscono al leggero ritardo tra l'arrivo del suono a ciascun orecchio, che fornisce informazioni sull'azimut della sorgente sonora. Le ILD, d'altra parte, rappresentano la differenza di livelli sonori tra le due orecchie. Il sistema uditivo integra questi segnali con altri fattori, come i segnali spettrali e i movimenti della testa, per formare una precisa rappresentazione spaziale dell'ambiente uditivo 1,2. Questi segnali binaurali vengono elaborati e integrati per consentirci di determinare la direzione da cui proviene un suono. Tuttavia, quando l'udito in un orecchio è compromesso, questa elaborazione bilaterale viene interrotta, portando a difficoltà nella localizzazione dei suoni.
I dispositivi a conduzione ossea (BCD) offrono una soluzione promettente per le persone con SSD 3,4. Questi dispositivi funzionano trasmettendo le vibrazioni sonore direttamente alla coclea attraverso le ossa del cranio, aggirando così l'orecchio esterno e medio danneggiato. I BCD sono particolarmente utili per chi soffre di ipoacusia conduttiva o mista, nonché per le persone con SSD. I benefici della tecnologia a conduzione ossea per i pazienti con SSD sono stati documentati in ricerche precedenti. Ad esempio, uno studio di Chandrasekar et al. ha dimostrato che i dispositivi a conduzione ossea hanno migliorato significativamente il riconoscimento vocale nel rumore per gli individui con SSD3. Allo stesso modo, una revisione meta-analisi di Huang et al. ha evidenziato gli effetti positivi dei BCD sulla percezione del parlato e sulla qualità della vita per questi pazienti4.
Nonostante queste evidenze, l'impatto specifico dell'intervento di conduzione ossea sulle capacità di localizzazione del suono nei pazienti con SSD non è altrettanto ben compreso. Ad esempio, Agterberg et al. hanno riportato che le prestazioni di localizzazione del suono dei pazienti con sordità monolaterale non sono migliorate quando si ascolta con un dispositivo a conduzione ossea5. Alcune revisioni sistematiche, come quella di Kim et al., hanno riportato che sei studi precedenti con 139 casi con apparecchi acustici ancorati all'osso (BAHA) hanno dimostrato che la percentuale di corretta identificazione della localizzazione del suono era compresa tra il 13% e il 65,8% prima dell'impianto BAHA e tra il 15% e il 68,5% dopo l'impianto, ma senza significatività statistica6. Poiché questi studi hanno utilizzato la percentuale di accuratezza della localizzazione della sorgente sonora in cui il punteggio richiedeva l'identificazione accurata dell'altoparlante che emetteva tra più altoparlanti, riteniamo che il livello di difficoltà sia relativamente alto. Al contrario, il nostro metodo di valutazione valuta l'errore angolare di localizzazione della sorgente sonora e utilizza la radice quadrata media per il punteggio. Pertanto, riteniamo che il nostro metodo sia più adatto alle esigenze dei test acuti.
Per colmare questa lacuna in letteratura, il presente studio mira a valutare l'efficacia del BCD nel ripristinare le capacità di localizzazione del suono nei pazienti con SSD. Stiamo usando la configurazione degli altoparlanti descritta da van de Heyning et al.7. Abbiamo sviluppato un protocollo per testare la localizzazione del suono che prevede valutazioni pre e post intervento. I partecipanti saranno testati sia in condizioni assistite (utilizzando il BCD) che non assistite per confrontare le loro prestazioni di localizzazione. Esaminando i cambiamenti nelle capacità di localizzazione del suono prima e dopo l'implementazione dell'intervento di conduzione ossea, questo studio fornirà preziose informazioni sui potenziali benefici dei BCD per i pazienti SSD. I risultati potrebbero contribuire a una migliore comprensione di come questi dispositivi possono essere ottimizzati per migliorare la consapevolezza spaziale e la funzione uditiva in modo più ampio, migliorando così la qualità complessiva della vita delle persone con SSD.