Gli atleti di resistenza si affidano a un equilibrio efficiente tra l'apporto e l'assorbimento di ossigeno per sostenere l'esercizio ad alta intensità e migliorare le loro prestazioni atletiche 1,2. Il test del consumo massimo di ossigeno (VO2-max) è una valutazione fisiologica vitale che determina le prestazioni sportive analizzando i gas espirati e le variabili cardiorespiratorie durante l'intensità dell'esercizio incrementale1. Questa valutazione, nota come ergospirometria o test da sforzo cardiopolmonare (CPET), riflette la risposta all'esercizio dei sistemi cardiovascolare, respiratorio e muscolare3. In questo senso, l'aumento del costo energetico associato alla respirazione, indicato come costo della respirazione (COB), aumenta la domanda di nutrienti e ossigeno nei tessuti circostanti. È stato documentato che questo fenomeno riduce potenzialmente il flusso sanguigno ai muscoli coinvolti nei movimenti attivi, con conseguente diminuzione della tolleranza allo sforzo fisico e una cessazione precoce della progressione dell'esercizio a causa del riflesso metabolico4.
Durante un test VO2–max , è anche possibile identificare le soglie ventilatorie (VT), che corrispondono a specifiche intensità di esercizio che segnano il passaggio dal metabolismo aerobico a quello anaerobico (soglia aerobica o soglia ventilatoria 1 [VT1], e soglia anaerobica o punto di compensazione respiratoria [RCP] o soglia ventilatoria 2 [VT2])5. Le TV riflettono le risposte ventilatorie che compensano i cambiamenti metabolici durante l'esercizio incrementale6. Identificando queste soglie, la CPET offre una valutazione completa integrando le risposte di più sistemi biologici impegnati in modo critico durante l'esercizio ad alta intensità.
Tuttavia, sebbene l'ergospirometria sia ampiamente considerata il gold standard per la valutazione della CPET, non cattura i cambiamenti metabolici che si verificano a livello muscolare. Questi cambiamenti sono cruciali per comprendere i fattori fisiologici limitanti associati alla mancanza di progressione durante l'esercizio ad alta intensità negli atleti di resistenza. In questo contesto, la tecnologia NIRS è emersa come uno strumento prezioso nella scienza dell'esercizio, aiutando nell'analisi delle variabili emodinamiche a livello del muscolo microvascolare7.
Negli ultimi anni, i professionisti dello sport e i ricercatori hanno utilizzato un'ampia gamma di dispositivi indossabili commerciali dotati di tecnologia NIRS per esplorare i cambiamenti muscolari non invasivi durante l'esercizio, fornendo la capacità di determinare VT1 e VT2 con questa tecnologia8. Pertanto, l'analisi integrativa dei dati di NIRS e CPET offre una comprensione completa delle risposte fisiologiche all'esercizio.
La tecnologia NIRS utilizza la legge di Beer-Lambert modificata per quantificare le variazioni (D) nelle concentrazioni di ossiemoglobina (O 2-Hb) e deossiemoglobina (H-Hb) durante l'esercizio7. A livello tissutale locale, una diminuzione di O2-Hb riflette un aumento della domanda metabolica locale, mentre un aumento di H-Hb riflette un aumento dell'estrazione di ossigeno. L'emoglobina totale (tHb), la somma di O2-Hb e H-Hb, viene utilizzata come indice del flusso sanguigno tissutale locale. Al contrario, la differenza tra O2-Hb e H-Hb (Hbdiff) fornisce un indice di estrazione di ossigeno nei tessuti9. L'indice di saturazione tissutale (TSI), calcolato come rapporto tra O2-Hb e tHb, riflette il livello di saturazione di ossigeno nei tessuti e indica l'equilibrio tra l'erogazione locale di ossigeno e l'assorbimento10,11. Pertanto, i dati NIRS forniscono informazioni critiche sullo stato fisiologico a livello microvascolare, fornendo una comprensione dettagliata dell'ossigenazione e dell'emodinamica dei tessuti che integra le informazioni ottenute dalla CPET.
Questa comprensione dettagliata fornita dalla tecnologia NIRS si estende a molte applicazioni pratiche. Recenti ricerche evidenziano la versatilità del NIRS e dimostrano la sua applicazione pratica nel monitoraggio dei muscoli respiratori12,13 e locomotori7, nonché delle regioni cerebrali coinvolte nell'ideazione dell'atto motorio, come la corteccia prefrontale (PFC)14,15. Questa ampia applicabilità sottolinea la capacità del NIRS di fornire una visione completa delle risposte fisiologiche a vari tipi di contrazioni muscolari (contrazioni concentriche o, eccentriche o isometriche) e all'esercizio.
Analizzando il DTSI indotto dall'esercizio sia a livello muscolare che cerebrale, il NIRS fornisce un prezioso potenziale per identificare le associazioni tra fattori limitanti periferici e centrali che influenzano la progressione dell'esercizio16,17. Ad esempio, tra i fattori limitanti centrali, la diminuzione del flusso sanguigno derivante dalla vasocostrizione cerebrale causata dall'iperventilazione compensatoria dovuta a livelli elevati di idrogeno dal metabolismo anaerobico e all'aumento del lattato nel sangue durante l'esercizio ad alta intensità è un contributo significativo alla riduzione della TSI nella corteccia prefrontale17,18. Al contrario, i fattori limitanti periferici sono caratterizzati da uno squilibrio tra l'offerta e la domanda di ossigeno nella muscolatura in esercizio19. La riduzione dell'apporto locale di ossigeno e l'aumento del consumo di ossigeno possono portare alla deossigenazione dei tessuti, come evidenziato dalla diminuzione della TSI20. Questa distinzione evidenzia la natura sfaccettata delle limitazioni delle prestazioni durante l'esercizio ad alta intensità, in cui sia i meccanismi centrali che quelli periferici sono critici. Questa comprensione suggerisce che ritardare l'insorgenza di questi fattori limitanti durante l'esercizio può contribuire a migliorare le prestazioni atletiche.
Per sfruttare appieno il potenziale della tecnologia NIRS nell'identificare queste limitazioni, le procedure standardizzate sono essenziali per garantire una raccolta e un'analisi dei dati di alta qualità. Questo documento delinea i metodi per condurre test di massima resistenza utilizzando la tecnologia NIRS per raccogliere dati fisiologici e chiarire la relazione tra fattori limitanti centrali e periferici durante l'esercizio ad alta intensità negli atleti di resistenza. Il protocollo proposto fornisce un approccio standardizzato per garantire coerenza e accuratezza nella valutazione dei fenomeni fisiologici alla base di questi fattori limitanti.