La microvascolarizzazione cerebrale, che comprende capillari, arteriole e venule, è essenziale per il mantenimento della funzione cerebrale facilitando l'apporto di nutrienti, lo scambio di ossigeno e la rimozione dei rifiuti 1,2. Le interruzioni in questa rete sono implicate in disturbi neurologici come l'ictus3, il morbo di Alzheimer4, i gliomi5 e la demenza vascolare6, portando a menomazioni nella fisiologia del cervello. Le alterazioni microvascolari precedono frequentemente l'insorgenza dei sintomi clinici, rendendole un bersaglio critico per gli interventi diagnostici e terapeutici 7,8. Una comprensione completa delle alterazioni vascolari sia a livello strutturale che funzionale è fondamentale per far progredire la ricerca e le strategie di trattamento.
Tuttavia, l'imaging della microvascolarizzazione cerebrale è particolarmente impegnativo a causa delle dimensioni ridotte e della posizione parzialmente profonda all'interno del cervello. Le modalità di imaging convenzionali come la risonanza magnetica (MRI)9 e la tomografia computerizzata (CT)10, sebbene adeguate per catturare i cambiamenti vascolari su larga scala, offrono una risoluzione spaziale (~100 μm) troppo grossolana per la visualizzazione di piccoli vasi. I metodi ottici come la microscopia a due fotoni11 forniscono un'eccellente risoluzione spaziale (fino a 1 μm) per l'imaging dei singoli capillari, ma sono ostacolati da un campo visivo limitato e da una profondità di penetrazione (inferiore a 1 mm), limitando la loro capacità di visualizzare le regioni cerebrali profonde. Come tecnica basata sugli ultrasuoni, il Doppler12, pur offrendo una valutazione del flusso sanguigno in tempo reale, rimane vincolato da una risoluzione di 50-200 μm, insufficiente per i dettagli microvascolari. Nel complesso, nessun singolo metodo soddisfa attualmente il duplice requisito di un'elevata risoluzione spaziale e di una sufficiente penetrazione cerebrale necessaria per l'imaging della microvascolarizzazione cerebrale.
Ispirata alla microscopia ottica13,14, la microscopia di localizzazione ultrasonica (ULM) consente la visualizzazione di strutture fini su scala micron localizzando le singole microbolle iniettate (MB) e tracciando il loro spostamento con una risoluzione inferiore alla lunghezza d'onda15. Aggira il classico compromesso tra penetrazione e risoluzione nell'imaging ecografico16. Questo studio descrive in dettaglio un protocollo robusto per l'implementazione dell'ULM in un modello di ratto vivente e quindi per consentire l'imaging a super-risoluzione della microvascolarizzazione cerebrale attraverso la piattaforma ecografica disponibile in commercio. Il protocollo non solo fornisce una ricostruzione completa della struttura microvascolare, ma fornisce anche informazioni dettagliate sulla direzione e la velocità del flusso sanguigno, cosa che non è possibile con le tecniche di imaging convenzionali. Sebbene il protocollo sia stato convalidato in ratti normali, è estendibile a modelli di malattia del ratto, offrendo possibilità di studi personalizzati in diverse condizioni patologiche.