I biosensori a cellula intera (WCB) sono piattaforme strumentali per la scoperta e la caratterizzazione di elementi regolatori e per il progresso della bioingegneria. Sono anche molto promettenti per il monitoraggio ambientale e alimentare. Sebbene siano stati compiuti sforzi significativi per migliorarne la sensibilità e la portabilità, la standardizzazione del loro trattamento e dell'analisi dei dati rimane relativamente poco sviluppata. Questo articolo presenta una guida completa all'utilizzo di due WCB sviluppati di recente, Mer-Blue e Mer-RFP, che si sono dimostrati in grado di rilevare il mercurio ionico a livelli inferiori ai limiti dell'acqua potabile dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. I protocolli qui descritti comprendono la preparazione della coltura microbica, la calibrazione del sensore, l'acquisizione dei dati e l'analisi. Per il biosensore fluorimetrico Mer-RFP, viene utilizzato un nuovo teorema di allocazione della biosintesi per identificare l'intervallo di tempo per misurazioni dose-risposta affidabili e accurate. Per il biosensore colorimetrico Mer-Blue, una configurazione della fotocamera a basso costo consente misurazioni rigorose in ambienti privi di spettrofotometri e fluorimetri costosi, facilitando il monitoraggio decentralizzato dell'inquinamento. Vengono descritte le procedure utilizzate per l'analisi dei campioni di acqua dolce e vengono discussi i limiti di questi biosensori rispetto ai tipi di campioni. Condividendo queste tecniche di manipolazione e analisi, incoraggiamo gruppi di ricerca più ampi ad adottare e migliorare questi dispositivi biologici per lo sviluppo di soluzioni efficaci di monitoraggio ambientale. In definitiva, questa ricerca mira a facilitare l'adozione diffusa delle tecnologie dei biosensori all'interno della comunità delle scienze ambientali, contribuendo a un monitoraggio più efficace ed efficiente dell'inquinamento da oligoelementi in vari ecosistemi.