La fotosintesi artificiale, che sfrutta l'energia solare per la produzione di combustibili chimici, è emersa come una strategia promettente all'interno dei sistemi di energia rinnovabile, offrendo un percorso verde e sostenibile verso un futuro a basse emissioni di carbonio 1,2. Nonostante il significativo interesse accademico e industriale per l'evoluzione dell'idrogeno (H2) guidato dal sole attraverso la scissione dell'acqua per la produzione di idrogeno verde, la sua implementazione pratica rimane limitata da sfide chiave, tra cui gli elevati sovrapotenziali, la rapida ricombinazione dei portatori di carica fotogenerati e la cinetica lenta della semireazione ossidativa3. In questo contesto, la doppia reazione fotoredox che coinvolge l'evoluzione dell'idrogeno e l'ossidazione dell'alcol benzilico (BA) ha recentemente guadagnato attenzione come un approccio promettente per l'utilizzo efficace di portatori di carica fotoindotti 4,5,6. In questo sistema, i protoni vengono ridotti per generare carburante pulito H2, mentre BA viene ossidato selettivamente per produrre il prodotto a valore aggiunto benzaldeide (BAD)7,8. Di conseguenza, lo sviluppo di un efficiente fotocatalizzatore eterogeneo bifunzionale in grado di facilitare contemporaneamente il consumo di elettroni fotogenerati e lacune è fondamentale per la realizzazione di un sistema di accoppiamento fotoredox cooperativo ad alte prestazioni 9,10,11,12.
I semiconduttori a base di solfuro metallico, in particolare le soluzioni solide ternarie di solfuro di zinco cadmio (ZnCdS), sono stati ampiamente studiati per le applicazioni fotocatalitiche grazie alle loro posizioni regolabili dello spinterometro e del bordo della banda, al forte assorbimento della luce visibile e all'elevata resistenza alla fotocorrosione13,14. In particolare, i compositi ZnCdS caratterizzati da una struttura cristallina gemella composta da due distinte fasi cristalline, la blenda di zinco (ZB) e la wurtzite (WZ), hanno recentemente attirato un'attenzione significativa per il loro potenziale di migliorare le prestazioni fotocatalitiche. La giunzione interfase WZ/ZB nei compositi ZnCdS possiede un campo elettrostatico interfacciale che migliora significativamente la separazione e il trasporto dei portatori di carica fotogenerati sulla superficie del catalizzatore, promuovendo così le reazioni redox15. Tuttavia, i compositi ZnCdS con giunzioni interfase WZ/ZB incontrano ancora la sfida della rapida ricombinazione di coppie elettrone-lacuna fotoeccitata, che influisce negativamente sulle loro prestazioni fotocatalitiche complessive16. Tra le varie strategie di miglioramento, l'incorporazione di co-catalizzatori è emersa come un approccio promettente e diretto per migliorare le prestazioni fotocatalitiche dei semiconduttori basati su ZnCdS, facilitando una separazione e un trasferimento più efficienti dei portatori di carica fotoindotta 17,18,19. Recentemente, il materiale ZnCoS è stato ampiamente studiato nei supercondensatori20, nell'elettrocatalisi21 e nelle batterie22 grazie alla sua eccellente stabilità strutturale e conduttività elettrica. Su questa base, il fotocatalizzatore ZnCoS/ZnCdS con caratteristiche optoelettroniche ottimali è stato sviluppato con successo sfruttando i vantaggi distintivi di un'efficiente separazione di coppie elettrone-lacuna fotoindotta, soddisfacendo le esigenze di energia sostenibile e applicazioni ambientali.
In questo lavoro, presentiamo un protocollo completo per la sintesi e l'applicazione del fotocatalizzatore ZnCoS/ZnCdS, volto a guidare nuovi ricercatori nel campo della doppia catalisi fotoredox. In particolare, 20 mg di fotocatalizzatore ZnCoS/ZnCdS vengono disciolti in 60 mL di soluzione acquosa di alcol benzilico (1,8 mL di alcol benzilico) e successivamente esposti a una sorgente luminosa allo xeno con un'intensità luminosa di 84,6 mW cm-2. Inoltre, questo studio offre una dimostrazione dettagliata dell'analisi del prodotto associata alle reazioni doppie fotoredox. Ulteriori informazioni sono disponibili nel nostro articolo23 pubblicato di recente.