La progressione delle neoplasie è indissolubilmente legata all'invecchiamento biologico, un fattore chiavedell'oncogenesi 1. La ricerca sulla popolazione dimostra che gli anziani (≥ 65 anni) rappresentano il 54% delle tumori maligne a livello globale e contribuiscono in modo sproporzionato al 70% dei decessi per cancro 2,3. Le coorti oncologiche anziane presentano dilemmi clinici distintivi. Rispetto ai colleghi più giovani, questi pazienti manifestano frequentemente l'insorgenza atipica dei sintomi, una maggiore prevalenza di multimorbilità e reti di sicurezza psicosocialicarenti 4,5,6. Un problema rilevante riguarda l'elevata incidenza di condizioni psichiatriche concomitanti, in cui ansia (23%) e disturbi depressivi (26%) superano le norme di popolazionedi margini sostanziali 7,8.
Il disagio psicologico nei pazienti anziani con cancro è multifattoriale, coinvolgendo meccanismi biologici, psicologici e sociali. La disregolazione neuroendocrina legata all'età, l'infiammazione cronica e la disfunzione dell'asse ipotalamo–ipofisi-surrenale (HPA) contribuiscono a una maggiore vulnerabilità alla depressione e all'ansia. Inoltre, sintomi legati al cancro come dolore, affaticamento e disturbi del sonno aggravano ulteriormente il disagio psicologico. I fattori sociali, tra cui il declino funzionale, la riduzione dell'indipendenza e il debole supporto sociale, contribuiscono anch'essi alla vulnerabilità emotiva nelle popolazioni oncologiche geriatriche. Questi meccanismi interconnessi mettono in evidenza la complessità del disagio psicologico negli anziani oncologici e sottolineano la necessità di approcci terapeutici integrativi.
Le comorbidità psicologiche nei pazienti con neoplasia propagano conseguenze multifaccettate: degradano la soddisfazione di vita, minano la compliance terapeutica, attenuano i tassi di risposta clinica e amplificano i rischi dimortalità 9,10. Sebbene farmacoterapia e psicoterapia siano considerate trattamenti standard per il disagio psicologico nei pazienti oncologici, la loro applicazione nelle popolazioni anziane presenta sfide specifiche. Antidepressivi e ansiolitici possono aumentare il rischio di effetti avversi come sedazione, cadute, interazioni farmaco-farmaco e compromissione cognitiva, in particolare nei pazienti con multimorbilità e polifarmacia. La psicoterapia, inclusa la terapia cognitivo-comportamentale, può essere limitata da declino cognitivo, riduzione della resistenza fisica e barriere di accessibilità negli anziani.
Nella teoria della Medicina Tradizionale Cinese, il disagio psicologico negli anziani pazienti oncologici è spesso attribuito alla disarmonia tra Qi e sangue, alla carenza di energia vitale e allo squilibrio dei sistemi cuore-fegato e milza. Si ritiene che l'invecchiamento e la malignità indeboliscano il Qi vitale, causando disturbi emotivi come ansia e depressione. Il massaggio medico tradizionale cinese (Tui Na) è una terapia medica cinese che applica manipolazioni su punti o aree del corpo per il trattamento e la prevenzione delle malattie, oltre a promuovere la salute. È stato dimostrato che regola il qi (la sostanza nutritiva intangibile ad alta mobilità che mantiene le attività vitali) e la circolazione sanguigna, oltre a modificare il riscaldamento superiore. Aiuta anche a regolare e calmare la mente. Il suo profilo terapeutico non invasivo e l'efficacia basata su evidenze sono stati confermati da molteplici studi controllati randomizzati (RCT)11,12,13,14. Ricerche emergenti suggeriscono che gli interventi Tui Na possano migliorare i disturbi psicosomatici correlati al cancro modulando l'attività del sistema nervoso autonomo e mitigando i disturbiaffettivi 15,16. Nonostante il crescente interesse per la cura oncologica personalizzata, manca ancora studi focalizzati e linee guida terapeutiche specificamente progettate per rispondere alle esigenze biologiche e fisiologiche uniche dei pazienti oncologici anziani.
Revisioni sistematiche e meta-analisi precedenti mostrano che la terapia con massaggio migliora significativamente ansia, qualità della vita e dolore nei pazienti oncologici. Ad esempio, una meta-analisi del 2024 su 36 RCT che hanno coinvolto 3.671 pazienti ha riportato benefici notevoli per ansia e qualità dellavita 17, e un'altra revisione focalizzata su pazienti oncologici post-chirurgici (7 studi) ha mostrato riduzioni sia del dolore che dell'ansia18. Tuttavia, rimane una mancanza di studi focalizzati specificamente su pazienti anziani oncologici con depressione e ansia diagnosticate clinicamente. Questo studio applica la scala di Depressione di Hamilton-17 (HAMD), la scala di Ansia di Hamilton (HAMA) e la Valutazione Funzionale della Terapia del Cancro-Generale (FACT-G) per valutare gli esiti psicologici in questa popolazione.