La cataratta rimane la principale causa di cecità reversibile a livello globale, con un'incidenza in forte aumento parallelamente al fenomeno dell'invecchiamento della popolazione. Dati epidemiologici recenti indicano che le cataratte legate all'età sono responsabili di un significativo deficit visivo in centinaia di milioni di persone in tutto il mondo1,2. La chirurgia convenzionale della cataratta mediante facoemulsificazione (CPCS) è generalmente considerata un sistema tecnico maturo, dimostratosi efficace nel trattamento clinico della cataratta3. Tuttavia, con i progressi nell'ambito dell'oftalmologia refrattiva, le aspettative dei pazienti nell'ambito postoperatorio si sono spostate dal semplice ripristino della funzione visiva a risultati refrattivi di alta qualità. Nonostante il suo ampio successo, la facoemulsificazione convenzionale presenta limitazioni intrinseche nel soddisfare le esigenze refrattive rigorose dei pazienti attuali4. La rotondità e la centralità della capsulorrexis manuale continua circolare (CCC) dipendono fortemente dall'esperienza clinica del chirurgo; aperture capsulari irregolari causano spesso uno spostamento o un'inclinazione del cristallino artificiale (IOL) all'interno della borsa capsulare, portando a gravi aberrazioni di ordine superiore e a un ridotto contrasto visivo postoperatorio. Inoltre, negli occhi con nucleo particolarmente denso, l'energia dissipativa totale generata durante l'intervento di routine e l'attrito meccanico degli strumenti hanno maggiori probabilità di provocare lesioni termiche irreversibili alle cellule endoteliali corneali; tali alterazioni, dopo l'intervento, non si risolvono spontaneamente e determinano un danno cronico all'endotelio corneale5.
L'introduzione della chirurgia della cataratta assistita da laser a femtosecondi segna un passaggio significativo verso una precisione guidata da immagini in oftalmologia. Questa tecnologia automatizza passaggi critici che in precedenza dipendevano interamente dall'abilità manuale. Utilizza la precisione a livello di micron della luce laser infrarossa per eseguire incisioni corneali trasparenti, dissezioni capsulari perfettamente rotonde e la pre-frammentazione del cristallino all'interno di uno spazio intraoculare chiuso, mediante operazioni senza contatto. Nella modalità operativa automatizzata, le procedure chirurgiche ripetitive mostrano un'elevata riproducibilità e precisione6. Anatomicamente, l'antecapsulotomia eseguita con il laser a femtosecondi dimostra un'elevata coerenza e una notevole sovrapposizione dell'area; pertanto, fornisce una base fisica affidabile per mantenere una posizione stabile della lente intraoculare. Nei pazienti sottoposti a lenti intraoculari di fascia alta, come quelle multifocali o toriche, la FLACS riduce efficacemente l'eccentricità e l'inclinazione postoperatoria della lente eseguendo incisioni precise guidate dalla tomografia a coerenza ottica preoperatoria. Inoltre, questa precisione offre notevoli vantaggi clinici negli occhi con riserve endoteliali compromesse o cataratte dense, dove la riduzione dell'energia ultrasonica intraoperatoria è fondamentale per preservare la trasparenza corneale.
FLACS presenta significativi vantaggi tecnologici, ma se sia necessario promuoverne l'uso generale nella pratica clinica rimane oggetto di dibattito tra gli accademici. La funzione di frammentazione del cristallino offerta dal laser a femtosecondi riduce in modo significativo il fabbisogno energetico successivo di ultrasuoni, attenuando così lo stress ossidativo e i danni termici all'endotelio corneale5,6. Tuttavia, l'applicazione clinica di questa tecnologia presenta specifiche sfide. L'applicazione dell'anello ad aspirazione può indurre emorragia sottocnjuntivale e il rilascio di prostaglandine indotto dal laser può provocare miosi intraoperatoria, complicando potenzialmente l'intervento chirurgico7. Inoltre, l'ingente investimento iniziale e i costi dei materiali di consumo associati alle piattaforme a laser a femtosecondi richiedono una valutazione accurata del loro rapporto costo-efficacia nei normali contesti clinici. Le attuali valutazioni accademiche di questa tecnologia rimangono contrastanti. Alcuni studi sottolineano il suo effetto protettivo insostituibile nei casi ad alto rischio, mentre altre ricerche riportano nessuna differenza statisticamente significativa negli esiti visivi finali tra questa tecnica e la chirurgia convenzionale nei casi di routine. Recenti studi retrospettivi e prospettici hanno analogamente riportato esiti visivi favorevoli dopo FLACS, anche in occhi trattati con lenti intraoculari a profondità di fuoco estesa, mentre misurazioni della qualità ottica indicano che la selezione dei pazienti e i fattori legati alla lente rimangono importanti8,9,10.
Nonostante questi vantaggi teorici, le valutazioni comparative basate su evidenze tra FLACS e CPCS hanno prodotto conclusioni discordanti, in particolare per quanto riguarda il recupero precoce e la sicurezza nei sottogruppi. Il presente protocollo JoVE descrive quindi un flusso di lavoro standardizzato per uno studio randomizzato, che include lo screening di pazienti eleggibili affetti da cataratta senile, l'assegnazione dei partecipanti mediante randomizzazione a blocchi stratificati, l'esecuzione di FLACS o CPCS con cure perioperatorie armonizzate e l'interpretazione degli esiti visivi, refrattivi, della sicurezza corneale e degli eventi avversi. Il protocollo è particolarmente indicato per centri che confrontano queste procedure in adulti con cataratta senile, specialmente quando il recupero precoce, nuclei densi, riserva endoteliale o la pianificazione di lenti intraoculari premium rivestono rilevanza clinica.