L'incidenza e la mortalità del cancro stanno aumentando rapidamente a livello mondiale. Questo rappresenta una minaccia per la sopravvivenza umana e lo sviluppo della società. Il cancro gastrico è la terza causa principale di morte correlata al cancro a livello globale ed è altamente diffuso1. A causa dei bassi tassi di diagnosi precoce, una percentuale significativa di pazienti viene diagnosticata in stadi avanzati. I trattamenti tradizionali includono chirurgia, radioterapia e chemioterapia. La resezione chirurgica nei pazienti con cancro gastrico di stadio medio-avanzato o complesso può risultare incompleta. Inoltre, il notevole trauma chirurgico e il lungo recupero postoperatorio possono compromettere negativamente la qualità della vita dei pazienti e potenzialmente causare complicanze. La radioterapia e la chemioterapia danneggiano gravemente i tessuti normali, generando numerosi effetti collaterali durante il trattamento. Al contrario, le terapie mirate e cellulari offrono precisione ed efficacia. Questi trattamenti si sono affermati come modalità terapeutiche fondamentali nell'assistenza contemporanea e rappresentano la tendenza dominante nella scelta delle future strategie terapeutiche.
L'avvento della terapia con linfociti T ingegnerizzati con recettore chimerico per l'antigene (CAR-T) ha spinto la terapia cellulare verso una svolta epocale. Tale approccio ha dimostrato una potente efficacia nel trattamento delle neoplasie ematologiche2,3. La terapia CAR-T utilizza i linfociti T del paziente, che vengono modificati geneticamente in vitro inserendo un recettore chimerico per l'antigene (CAR) specifico. Questo recettore riconosce antigeni specifici presenti sulla superficie delle cellule tumorali e attiva i linfociti T affinché attacchino le cellule cancerose. Negli ultimi anni, la ricerca sulla terapia CAR-T per il cancro gastrico ha compiuto notevoli progressi. La scelta dei bersagli terapeutici è particolarmente critica, poiché determina la precisione del targeting e l'efficacia dei linfociti T ingegnerizzati. Dopo l'HER2, la Claudina18.2 si è affermata come un altro importante bersaglio terapeutico nel cancro gastrico, con tassi di espressione compresi tra il 40% e l'87% nei pazienti. Normalmente, la Claudina18.2 è sepolta all'interno della mucosa gastrica. Quando tumori maligni alterano le giunzioni strette responsabili dello scambio molecolare intercellulare, la Claudina18.2 viene esposta sulla superficie delle cellule tumorali. Ciò ne fa un bersaglio terapeutico specifico per questi tumori4.
Tipicamente, il processo standard di produzione delle cellule CAR-T prevede il prelievo cellulare, la selezione e l'arricchimento dei linfociti T, l'attivazione dei linfociti T, la costruzione del gene CAR, la trasduzione genica, l'espansione, il controllo di qualità, la conservazione e il trasporto, seguiti dall'infusione al paziente. L'intero processo di preparazione delle cellule CAR-T è altamente complesso, richiede condizioni sterili e specifiche ambientali ed equipaggiamenti rigorosi. Ciò determina l'elevato costo della terapia CAR-T, limitandone l'applicazione clinica. Per affrontare le complessità della produzione CAR-T ex vivo, è stata proposta l'idea della preparazione CAR-T in vivo. Questo approccio prevede la programmazione diretta delle cellule CAR-T all'interno dell'organismo del paziente, eliminando la necessità di prelievo, modifica ed espansione cellulare ex vivo. Questa strategia mira a ridurre i costi, migliorare sicurezza e accessibilità, e consentire applicazioni più ampie nel trattamento delle malattie5.
La chiave per la preparazione in vivo dei CAR-T risiede nella selezione di un vettore di somministrazione ottimale. Attualmente, i vettori sono classificati come virali o non virali. Tra le opzioni virali, i vettori lentivirali (LV) e quelli adeno-associati (AAV) sono quelli principalmente utilizzati. Tuttavia, i rischi significativi e la capacità limitata di trasporto associati ai vettori virali creano ostacoli importanti per la ricerca clinica6. Uno svantaggio principale dei vettori virali per la somministrazione in vivo è il loro potenziale di integrazione genomica, che può causare tossicità genetica e mutazioni da inserzione. In precedenti casi sono state documentate risposte immunitarie letali o insorgenza di tumori in una piccola percentuale di pazienti dopo il trattamento. Inoltre, la tossicità intrinseca e l'immunogenicità dei virus limitano severamente il loro utilizzo per somministrazioni ripetute in vivo. Un’altra difficoltà è la capacità limitata di trasporto dei vettori virali, che impedisce la consegna simultanea di più geni.
I sistemi di somministrazione di mRNA non virali affrontano efficacemente queste limitazioni. Evitano l'integrazione nel genoma dell'ospite e quindi aggirano numerosi rischi. La loro azione transitoria previene la tossicità fuori bersaglio, consentendo un'espressione controllabile e a breve termine delle cellule CAR-T, riducendo così effetti collaterali e rischi per la sicurezza. Tra i sistemi non virali, le nanoparticelle lipidiche (LNPs) offrono un approccio più sicuro. Superano le limitazioni dimensionali dei vettori virali. Le LNPs risolvono anche i problemi relativi a mutazioni da inserzione e immunogenicità. Ciò le colloca come candidati promettenti nella terapia con cellule CAR-T, con il potenziale di ridurre la tossicità, migliorare la sicurezza e abbattere i costi7.
Le attuali ricerche sull'immunoterapia per i tumori solidi si concentrano principalmente sull'ottimizzazione della formulazione dei LNP, sulla modifica mirata e sull'ingegnerizzazione della sequenza di mRNA in vari modelli di cancro, tra cui melanoma8, cancro al seno e cancro colorettale9. Gli sforzi sono stati inoltre indirizzati verso la costruzione di macrofagi con recettore chimerico per l'antigene (CAR-M)10 e cellule dendritiche con recettore chimerico per l'antigene (CAR-DC)11 mediante sistemi di somministrazione a base di LNP, al fine di superare le complesse barriere fisiche e l'ambiente tumorale immunosoppressivo (TME) dei tumori solidi. La piattaforma qui presentata fornisce un sistema versatile di somministrazione di mRNA non virale, caratterizzato da elevata modularità. Semplicemente sostituendo la sequenza di mRNA, questa piattaforma può essere rapidamente adattata a modelli di tumori solidi che mirano ad altri antigeni oppure estesa ad aree terapeutiche non oncologiche, come le malattie autoimmuni, cardiovascolari e fibrotiche.
Tuttavia, permane un divario tecnico nei trattamenti del cancro gastrico che utilizzano queste piattaforme: studi precedenti si sono concentrati principalmente sulla modifica delle cellule mieloidi, mentre le strategie per la riprogrammazione altamente efficiente dei linfociti T in vivo rimangono in gran parte esplorative. Per colmare questa lacuna, il presente protocollo descrive un metodo per generare linfociti T con recettore chimerico (CAR-T) transitori mediante la somministrazione di mRNA veicolato da nanoparticelle lipidiche (LNP). Questo approccio mira a superare i limiti intrinseci delle terapie convenzionali con cellule CAR-T, tra cui costi proibitivi, processi produttivi complessi e tossicità sistemiche, offrendo così un'alternativa terapeutica più efficace e accessibile per i pazienti. Si dimostra che la trasfezione delle cellule T con una sequenza di mRNA ottimizzata, codificante un CAR specifico diretto contro Claudin18.2, consente un'espressione robusta del CAR sulla superficie cellulare, indirizzando le cellule T modificate a esercitare un'attività citotossica mirata contro specifiche cellule tumorali. Il protocollo è strutturato in cinque sezioni distinte: trascrizione in vitro dell'mRNA codificante il CAR, preparazione e caratterizzazione delle LNP, attivazione e trasfezione delle cellule T, rilevamento dell'espressione del CAR e valutazione dell'efficacia citolitica delle cellule CAR-T in vitro e in vivo.
Rispetto alle tecnologie esistenti di somministrazione di mRNA-LNP, l'innovazione metodologica fondamentale di questo protocollo risiede nell'ottimizzazione cinetica dell'espressione transitoria. È stata effettuata un'ottimizzazione sinergica del 5' UTR, del 3' UTR, del Cap 5' e di una coda poli(A) di 120 pb. Questa progettazione personalizzata modula l'emivita dell'mRNA all'interno del microambiente tumorale, consentendo una traduzione altamente efficiente entro una finestra terapeutica definita, seguita da un degrado sicuro. Caratterizzata da una rapida e transitoria produzione di recettori CAR, questa piattaforma costituisce una formulazione "pronta all'uso" per un impiego immediato, prevenendo il progresso della malattia durante la lunga finestra di produzione richiesta dalle terapie convenzionali. Inoltre, questo profilo di espressione transitoria offre un vantaggio controllabile in termini di sicurezza nel targeting di antigeni con potenziali tossicità "on-target, off-tumor", o per pazienti che non tollerano gravi sindromi da rilascio di citochine (CRS) associate alle terapie convenzionali con cellule CAR-T.
Nonostante i notevoli vantaggi della generazione in vivo in situ di cellule CAR-T, ovvero l'eliminazione della complessa produzione ex vivo e la riduzione dei costi economici, permangono alcune limitazioni. Nella circolazione sistemica, le nanoparticelle lipidiche (LNP) tendono all'accumulo non specifico nel fegato e all'internalizzazione rapida da parte di macrofagi e cellule dendritiche. In assenza di specifici gruppi di indirizzamento verso le cellule T, l'efficienza di trasfezione della popolazione cellulare T bersaglio è inevitabilmente compromessa. Inoltre, una volta penetrate nel tessuto tumorale, le cellule CAR-T generate in situ sono esposte al microambiente tumorale (TME) ostile; in condizioni di ipossia, acidità e immunosoppressione, queste cellule T risultano altamente suscettibili all'esaurimento immunitario, limitandone così la potenza citotossica. In aggiunta, sebbene la natura transitoria dell'espressione dell'mRNA aumenti la sicurezza, essa limita la durata della finestra terapeutica. Per ottenere un'efficacia antitumorale sostenuta, spesso sono necessarie somministrazioni intermittenti e ripetute. Di conseguenza, le future ricerche si concentreranno sul superamento di queste limitazioni, migliorando l'efficienza del rilascio delle LNP per ottenere un indirizzamento preciso e specifico per linea cellulare.