Da quando è emerso alla fine del 2019, il SARS-CoV-2 ha causato una sfida globale per la salute pubblica, e l'evoluzione virale in corso continua a rappresentare una minaccia per i vaccini e le strategie terapeutiche esistenti1,2,3. Pertanto, ulteriori indagini sui danni polmonari associati al COVID-19 sono essenziali per chiarire i meccanismi della malattia e per sviluppare strategie terapeutiche più efficaci.
L'infezione da SARS-CoV-2 può causare un grave danno polmonare e può persino progredire verso la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) e la sindrome da disfunzione multiorgano4,5. Un numero crescente di evidenze suggerisce che la patogenesi del danno polmonare associato al COVID-19 sia altamente complessa, con un tratto distintivo chiave rappresentato dalla disregolazione delle risposte immunitarie e infiammatorie6,7,8,9. Da un lato, l'infezione da SARS-CoV-2 può indurre una risposta infiammatoria eccessiva, portando al rilascio massiccio di citochine pro-infiammatorie come l'interleuchina-6 (IL-6), l'interleuchina-1β (IL-1β) e il fattore di necrosi tumorale-α (TNF-α), innescando così quella che è nota come "tempesta di citochine"10,11, considerata un fattore principale del danno polmonare e della progressione della malattia. Dall'altro lato, nelle fasi iniziali dell'infezione, l'SARS-CoV-2 può sopprimere la risposta IFN-I dell'ospite attraverso diversi meccanismi, causando un'alterazione dell'immunità antivirale mediata dall'IFN-I12,13,14. Di conseguenza, una risposta ritardata all'interferone accompagnata da livelli elevati di citochine pro-infiammatorie è considerata una caratteristica distintiva del COVID-196,15.
Gli attuali modelli animali disponibili per il COVID-19 si basano in larga misura su topi transgenici per hACE2, ceppi virali adattati al topo o altre specie come furetti e primati non umani16,17. Tuttavia, i modelli convenzionali di infezione da SARS-CoV-2 nei topi spesso non riescono a riprodurre pienamente le caratteristiche iperinflammatory del COVID-1918,19,20. Il LPS, un agonista del TLR4, induce risposte infiammatorie robuste ed è ampiamente utilizzato nei modelli di lesione polmonare acuta21. Pertanto, il modello indotto da SARS-CoV-2 e LPS descritto in questo studio è stato ideato per indagini mirate alla lesione polmonare associata al COVID-19, in particolare ai meccanismi sottostanti l'attivazione infiammatoria eccessiva e le risposte immunitarie antivirali compromesse. Rispetto ai modelli basati esclusivamente su SARS-CoV-2, questo approccio enfatizza le caratteristiche immuno-infiammatorie pur mantenendo il contesto dell'infezione virale. Questo modello presenta un notevole potenziale per lo studio dei meccanismi immuno-infiammatori, piuttosto che per la modellizzazione della trasmissione virale o dell'intero decorso naturale dell'infezione da SARS-CoV-2.
Questo protocollo descrive la procedura per l'allestimento di un modello murino di danno polmonare associato al COVID-19 indotto da SARS-CoV-2 e LPS. Considerate le limitazioni dei modelli esistenti nel riprodurre la disregolazione immuno-infiammatoria associata al COVID-19, questo approccio fornisce una piattaforma pratica per lo studio dei meccanismi della malattia e la valutazione di potenziali strategie terapeutiche. Il modello è stato valutato sistematicamente mediante istopatologia polmonare, carica virale, citochine infiammatorie e risposte dell'IFN-I.