Il mondo naturale è stracolmo di informazioni. Le specie animali hanno sviluppato diversi processi sensoriali per filtrare la grande quantità di informazioni in modo da non compromettere la sopravvivenza dell'organismo, poiché il calcolo neuronale può essere un processo metabolicamente impegnativo. Il sistema visivo della larva di pesce zebra rappresenta un chiaro esempio di queste ingegnose adattamenti evoluti per sopravvivere in un ambiente specifico. La struttura della retina della larva di pesce zebra è ottimizzata per ridurre la quantità di informazioni necessarie per la ricerca del cibo e per evitare la predazione. Le retine larvali sono tetracromatiche e presentano una distribuzione anisotropa dei fotoricettori. Questa distribuzione unica aiuta la larva a filtrare le informazioni e a fornire al cervello dell'organismo una versione semplificata, rilevante per la sopravvivenza e, di conseguenza, per la riproduzione. Con l'invecchiamento del pesce, i fotoricettori si distribuiscono uniformemente nella retina. Oltre al potenziale impatto sulla salute umana, i pesticidi rappresentano un rischio significativo per la vita acquatica, poiché minacciano l'equilibrio delicato degli ecosistemi. È possibile evitare concentrazioni di pesticidi superiori a determinate linee guida; tuttavia, il non superamento di un valore critico non garantisce l'assenza di problemi. L'obiettivo di questa raccolta è studiare gli effetti dei pesticidi presenti nei nostri bacini idrografici sullo sviluppo della retina del pesce zebra, utilizzando tecniche come la proteomica, l'ibridazione in situ e linee transgeniche fluorescenti per l'occhio. Questo studio potrebbe essere esteso ad altre specie di pesci, poiché alcune di esse potrebbero risultare più suscettibili e quindi subire l'annientamento dal loro ambiente acquatico.