Le suture craniche sono connessioni fibrose dense tra le ossa craniche, che agiscono come articolazioni per facilitare il leggero movimento del cranio e forniscono un cuscino protettivo per il cervello sotto pressione1. Negli ultimi anni, l'aumento della ricerca ha evidenziato il ruolo fondamentale delle suture craniche nello sviluppo del cranio, nell'omeostasi craniofacciale e nel potenziale osteo-riparativo intrinseco 2,3,4,5,6,7,8. Durante i periodi di crescita e sviluppo, le suture craniche fungono da principali centri di crescita nel cranio4. La formazione di nuovo osso si verifica sui fronti osteogenici su entrambi i lati delle suture, mentre le cellule all'interno delle suture mantengono uno stato mesenchimale indifferenziato, garantendo un'espansione equilibrata del cranio insieme alla crescita del cervello1. La perdita di suture craniche in questo momento si traduce in una discrepanza tra la crescita del cranio e del cervello, portando a gravi problemi come lesioni cerebrali, idrocefalo, aumento della pressione intracranica e disfunzione cognitiva 3,9.
Inoltre, le suture craniche svolgono un ruolo cruciale nel determinare la prognosi dei difetti calvariari 5,7,10. Il potenziale rigenerativo su tutta la superficie calvariale è distribuito in modo non uniforme, con suture craniche che mostrano capacità notevolmente superiori rispetto alle regioni non di sutura10,11. Uno studio indica che la velocità di guarigione del difetto calvariale è inversamente correlata alla distanza tra la sutura cranica e il sito della lesione10. In particolare, la rimozione delle suture coronali e sagittali porta alla mancata guarigione dei difetti ossei parietali7, sottolineando la necessità della rigenerazione della sutura nei difetti calvariali. Tuttavia, l'attenzione degli studi attuali è prevalentemente sul ripristino della struttura ossea cranica trascurando la rigenerazione del mesenchima di sutura.
Per quanto riguarda i progressi nella rigenerazione della sutura, sono stati osservati risultati promettenti con il trapianto di lembi ossei contenenti sutura, cellule staminali mesenchimali (MSC) e biomateriali artificiali. Quando i lembi ossei con suture sono stati trapiantati in difetti calvariali, si sono integrati e guariti con successo, a differenza di quelli senza suture che mostravano non unione e incapacità di formare periostio, dura madre o osteociti5. Allo stesso modo, l'impianto di MSC derivate dal midollo osseo in difetti compositi di sutura sagittale e ossea ha facilitato la formazione di lacune simili a suture12. Da notare, uno studio recente ha evidenziato la realizzazione della rigenerazione della sutura con le MSC Gli1+, che consentono il controllo della pressione intracranica, la correzione delle deformità del cranio e una migliore funzione neurocognitiva13. Con lo sviluppo della medicina rigenerativa e dell'ingegneria biomedica, i ricercatori si concentrano sempre più sui biomateriali di ingegneria tissutale grazie alle loro caratteristiche adattabili e personalizzabili14. In particolare, le membrane in politetrafluoroetilene si sono dimostrate efficaci nella ricostruzione simultanea dell'osso cranico e del mesenchima di sutura15,16.
Tuttavia, la ricerca craniofacciale manca di modelli consolidati per esplorare le terapie rigenerative mesenchimali di sutura, a differenza dei modelli relativamente maturi nella riparazione di altri tessuti come ossa, pelle, cartilagine e muscoli17. L'assenza di un modello standardizzato limita lo studio delle terapie rigenerative di sutura e rende difficile l'esecuzione di analisi comparative tra diversi studi. Pertanto, il nostro studio ha stabilito un difetto pratico e riproducibile del composito sutura calvario-osso di ratto. Attraverso questa metodica, miriamo a sviluppare interventi clinici appropriati per la ricostruzione della sutura cranica, offrendo nuove prospettive sulla riparazione funzionale dei difetti calvari e diminuendo gli esiti sfavorevoli derivanti dalla perdita di sutura.