Dal primo trapianto di cuore nel 1967, sono stati compiuti progressi significativi nel trapianto di cuore. Tuttavia, negli ultimi due decenni, ci sono stati pochi progressi importanti nella pratica clinica. Problemi fondamentali come la disfunzione del trapianto, la vasculopatia cardiaca da allotrapianto (CAV) e la tolleranza immunitaria a lungo termine rimangono irrisolti 1,2,3,4. Nonostante i numerosi risultati della ricerca di base, queste scoperte sono state difficili da tradurre in applicazioni cliniche, portando a una stagnazione nel progresso dei trattamenti di trapianto di cuore. Pertanto, la valutazione efficace delle nuove tecnologie e terapie è diventata una questione critica, che evidenzia l'importanza dei modelli animali, in particolare dei modelli preclinici appropriati, nell'affrontare queste sfide.
Sebbene i modelli murini siano stati ampiamente utilizzati nella ricerca sul trapianto di cuore, presentano limitazioni significative a causa delle differenze anatomiche e fisiologiche rispetto agli esseri umani, rendendo difficile replicare completamente la procedura clinica di trapianto di cuore e le risposte immunitarie postoperatorie. Inoltre, il sistema immunitario è relativamente diverso, il che non riesce a riflettere adeguatamente le complesse risposte immunitarie osservate nei modelli animali di grandi dimensioni 5,6,7. Inoltre, a causa delle loro piccole dimensioni, i trapianti di cuore nei topi sono limitati ai trapianti eterotopici, il che si discosta dalla pratica clinica del trapianto di cuore ortotopico 8,9,10,11. Pertanto, l'uso di modelli animali di grandi dimensioni appropriati, in particolare di suini, è fondamentale.
I modelli suini offrono vantaggi significativi nella ricerca sul trapianto di cuore, in particolare nel trapianto di cuore ortotopico. Il cuore di maiale è anatomicamente simile al cuore umano e i maiali mostrano risposte immunitarie e funzioni fisiologiche degli organi molto più vicine a quelle degli esseri umani, rendendoli una piattaforma ideale per gli studi sui trapianti di cuore. Inoltre, i modelli suini forniscono dati sperimentali più complessi e dettagliati, consentendo ai ricercatori di valutare meglio le nuove strategie immunosoppressive, i metodi di protezione cardiaca e gli esiti a lungo termine post-trapianto 12,13,14,15. Sebbene alcuni studi abbiano utilizzato modelli eterotopici addominali nei suini, che evitano l'uso di bypass cardiopolmonare e riducono la complessità chirurgica, non riescono a replicare completamente lo scenario clinico del trapianto di cuore ortotopico16. Pertanto, in questo studio, abbiamo stabilito un modello di trapianto di cuore ortotopico a doppio atrio in maiali in miniatura Bama, fornendo una piattaforma sperimentale clinicamente più rilevante per l'avanzamento delle tecniche di trapianto di cuore.