Gli aneurismi e le dissezioni aortiche (AAD) sono malattie cardiovascolari comuni e altamente letali, tipicamente caratterizzate da insorgenza insidiosa e rapida progressione. L'incidenza dell'AAD varia dall'1,3% all'8%, con una stima di 150.000-200.000 decessi a livello globale ogni anno 1,2. A causa dell'insorgenza acuta e dei sintomi clinici sottili, molti pazienti sono in condizioni critiche al momento della diagnosi, mancando la finestra ottimale per il trattamento. Sebbene i trattamenti farmacologici, come i bloccanti β-adrenergici e i bloccanti del recettore dell'angiotensina, possano rallentare in una certa misura l'espansione dell'aneurisma, queste terapie forniscono principalmente un sollievo sintomatico e non hanno dimostrato di prevenire efficacemente l'insorgenza o la progressione dell'AAD3.
Attualmente, la gestione clinica si basa principalmente su interventi chirurgici, tra cui la ricostruzione della radice aortica, la sostituzione dell'aorta ascendente, la chirurgia di Bentall e la riparazione endovascolare degli aneurismi aortici 4,5. Tuttavia, per i pazienti con AAD genetica, in particolare quelli che non hanno ancora raggiunto le indicazioni chirurgiche, mancano trattamenti eziologici efficaci e gli approcci farmacologici faticano a controllare la progressione della malattia a lungo termine. Nei pazienti con sindrome di Marfan (MFS), sebbene il trattamento medico possa ritardare la dilatazione aortica, gli studi indicano che alcuni individui sperimentano un tasso più rapido di espansione aortica e affrontano un rischio più elevato di dissezione aortica5. Pertanto, fornire interventi efficaci per questi pazienti, che non soddisfano ancora i criteri chirurgici, rimane una sfida clinica significativa. Lo sviluppo di strategie terapeutiche più mirate è diventato un problema chiave che deve essere affrontato nel trattamento delle malattie aortiche.
La patogenesi dell'AAD comporta principalmente un'estesa apoptosi delle cellule muscolari lisce (SMC) e l'assottigliamento dei media, con conseguente fragilità strutturale della parete aortica. In particolare, la progressiva perdita di SMC aortiche è un segno distintivo dell'AAD, che si manifesta con l'apoptosi delle SMC, la degradazione della matrice extracellulare (ECM), l'infiltrazione di cellule immunitarie e l'aumento dello stress ossidativo2. Le cellule staminali vascolari sono un tipo di cellula staminale adulta che risiede nella parete del vaso, in grado di differenziarsi in SMC o cellule endoteliali. In condizioni fisiologiche normali, le cellule staminali rimangono quiescenti, ma in condizioni patologiche si attivano, andando incontro ad autorinnovamento e differenziazione per contribuire alla riparazione dei tessuti6. Studi recenti hanno sottolineato il ruolo critico delle cellule staminali della parete vascolare nel danno vascolare, in particolare nel rimodellamento degli innesti venosi, nell'aterosclerosi, nella restenosi, nell'ipertensione e in malattie o condizioni patologiche come AAD 7,8,9,10,11,12,13.
Mentre le tecnologie esistenti per la somministrazione di cellule staminali, come l'iniezione locale tessuto-specifica e l'infusione endovenosa sistemica, sono relativamente avanzate, la somministrazione di cellule staminali alla parete aortica presenta sfide significative14,15. Il rapido flusso sanguigno nell'aorta, unito alla contrazione dinamica e al rilassamento della parete vascolare, rende difficile ottenere una consegna cellulare efficiente e garantire la sopravvivenza a lungo termine delle cellule trapiantate nel tessuto vascolare.
In questo studio, descriviamo una nuova tecnica di iniezione di epimembrana a parete chiusa che consente la somministrazione minimamente invasiva e mirata di cellule staminali della parete vascolare sotto guida ecografica. Questo approccio offre il vantaggio di essere facile da eseguire, senza la necessità di toracotomia o laparotomia, ed evita le complicanze associate. Consente inoltre una maggiore flessibilità durante il processo di iniezione, consentendo la concentrazione mirata di cellule staminali nell'area desiderata e riducendo al minimo le risposte immunitarie e altri effetti collaterali. Inoltre, i progressi nella tecnologia di chiarificazione ottica dei tessuti consentono ora l'imaging a risoluzione subcellulare dell'intero corpo dei topi, offrendo ampie applicazioni nella ricostruzione tridimensionale ad alta risoluzione delle strutture tissutali, nello studio dei meccanismi patologici, nella modellazione delle malattie e nello screening dei farmaci. Se combinata con la microscopia a foglio luminoso, questa tecnologia fornisce immagini 3D con un'elevata risoluzione spaziale16. Utilizzando questo approccio, possiamo tracciare le cellule staminali vascolari iniettate e osservare la loro capacità migratoria. Pertanto, la somministrazione di cellule staminali ecoguidata rappresenta un promettente metodo minimamente invasivo per il trapianto di cellule staminali.