Il morbo di Alzheimer (AD) è un disturbo neurodegenerativo caratterizzato da un lento esordio e un progressivo deterioramento della funzione cognitiva. Clinicamente, si presenta con declino cognitivo soggettivo (SCD), lieve compromissione cognitiva (MCI), deficit di memoria, disfunzione esecutiva, afasia e cambiamenticomportamentali. Le caratteristiche patologiche distintive dell'AD includono la deposizione di placche β-amiloidi (Aβ) e la formazione di grovigli neurofibrillari composti da proteina tau iperfosforilata. Questi marcatori patologici sono criteri diagnostici chiave per l'AD e fungono da bersagli molecolari principali per l'imaging e gli studi sui biomarcatori. La prevalenza dell'AD aumenta drasticamente con l'età. A livello globale, più di 50 milioni di persone sono colpite e si prevede che il numero di casi di demenza triplicherà entro il 20502. L'AD è una delle principali cause di morte negli anziani, rappresentando un enorme onere socioeconomico. Tuttavia, la rilevazione precoce dell'AD rimane una sfidaglobale 3. Alla luce di ciò, è urgente stabilire strategie diagnostiche precoci più precise.
La valutazione delle funzioni cognitive è il metodo preferito per diagnosticare la demenza da AD, ma alcune scale mancano di consenso sui valori ottimali di soglia e sulle norme adeguate in base all'istruzione. La tomografia computerizzata (TC) e l'imaging a risonanza magnetica (MRI), come modalità di neuroimaging di routine, possono essere impiegate per rilevare atrofia cerebrale o altre alterazioni strutturali che possono contribuire a disfunzioni cognitive. Nonostante l'uso di test cognitivi, TAC e risonanza magnetica, la diagnosi precoce rimane difficile perché l'imaging strutturale rileva tipicamente le variazioni solo in stadi moderati o avanzati e manca di specificità dellamalattia 4. La tomografia a emissione di positroni/tomografia computerizzata (PET/CT), come tecnica di imaging molecolare non invasiva, consente un'analisi semi-quantitativa del metabolismo cerebrale e della deposizione proteica. L'applicazione combinata dei traccianti PET amiloide e tau fornisce informazioni complementari sulla fisiopatologia della malattia 5,6,7,8.
Il metabolismo aberrante e la deposizione di Aβ rappresentano l'evento iniziale e la forza motrice centrale nella progressione patologica dell'AD. Sotto l'influenza di fattori genetici (ad esempio, mutazioni nei geni APP o PSEN1/2) o di fattori legati all'età, la produzione di Aβ (in particolare Aβ42) aumenta e/o la sua clearance diminuisce, portando a concentrazioni elevate. I monomeri solubili Aβ inizialmente si aggregano in oligomeri solubili, ampiamente riconosciuti come la principale specie neurotossica. Questi oligomeri Aβ polimerizzano ulteriormente in fibrille insolubili e infine si depositano extracellularmente nel parenchima cerebrale, formando placche senili, una delle caratteristiche patologiche distintive dei cervelli dell'AD 9,10. La deposizione e gli effetti neurotossici di Aβ danno origine a cascate patologiche a valle, in particolare l'iperfosforilazione della proteina Tau che porta a grovigli neurofibrillari, oltre a neuroinfiammazione sostenuta, che complessivamente provocano una perdita neuronale diffusa e un'atrofiacerebrale 11. La formazione di grovigli neurofibrillari dovuta all'iperfosforilazione della proteina tau è uno dei tratti patologicidell'AD 12, con forti correlazioni spaziotemporali nello sviluppo di neurodegenerazione e sintomi clinici. La proteina Tau, la proteina associata ai microtubuli più abbondante nel corpo, è ampiamente distribuita sia nel sistema nervoso periferico che in quello centrale. Il suo accumulo patologico è fortemente correlato alla gravità del deficit cognitivo, rendendolo un bersaglio terapeutico promettente per i pazienti con AD.
Secondo le linee guida dell'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), le misurazioni dei peptidi β-amiloide (Aβ) e dei livelli totali di proteine tau nel liquido cerebrospinale (LCR) possono aiutare nella diagnosi e nel monitoraggio terapeutico della malattia di Alzheimer (AD)13,14. Sebbene questo metodo sia relativamente economico, la puntura lombare è invasiva e può causare fastidio o complicazioni. I biomarcatoriplasmamici 15,16, inclusi il rapporto Aβ42/40, il tau totale e la tau fosforilata—offrono un'alternativa non invasiva ed economicamente conveniente e sono sempre più applicati nello screening clinico. Tuttavia, l'imaging PET rimane indispensabile per visualizzare la distribuzione spaziale della patologia amiloide e tau in vivo, fornendo informazioni topografiche dettagliate17,18 che completano i biomarcatori fluidi e migliorano la diagnosi differenziale e la valutazioneprognostica 19.
La rilevazione non invasiva della deposizione di proteine tau in specifiche regioni cerebrali ha un valore significativo per la predibilità e la diagnosi precoce della malattia. L'applicazione dei radiotraccianti tau consente la localizzazione visiva della deposizione cerebrale di tau, offrendo un supporto tempestivo e accurato per la diagnosi differenziale e il monitoraggio della malattia, fornendo al contempo prove cruciali per la valutazione di interventi clinici sperimentali.
18F-AV-45 (florbetapiro) mostra un'elevata affinità di legame con la proteinaAβ 20. È stato ampiamente utilizzato nella ricerca clinica relativa alla proteina β-amiloide. 18L'imaging PET F-AV-45 consente la visualizzazione non invasiva della deposizione cerebrale di Aβ e, in una certa misura, riflette lo stato cognitivo clinico dei pazienti affetti da Alzheimer. 18F-AV-1451 (flortaucipir) viene utilizzato per studiare la densità e la distribuzione dei grovigli neurofibrillari aggregati Tau (NFT) nelcervello 21. Come sonda molecolare specifica per tau per l'imaging PET, ha un potenziale significativo come biomarcatore per rilevare efficacemente il declino cognitivo e monitorare la progressione della malattia nei pazienti con AD. Sebbene questi traccianti siano ben consolidati individualmente, i rapporti che combinano entrambi per la valutazione simultanea dell'amiloide e della tau rimangono limitati. Questo protocollo introduce un flusso di lavoro di imaging PET/CT a doppio tracciamento progettato per offrire un modello diagnostico più accurato e completo per la malattia di Alzheimer.