Il rigetto del rene trapiantato nell'uomo è ancora una delle principali cause di morbilità e mortalità. Il modello murino di trapianto renale replica fedelmente sia i processi tecnici che patologici che si verificano nel trapianto renale umano. Sebbene esistano modelli murini di rigetto allogenico in organi diversi dal rene e siano tecnicamente più fattibili, ci sono prove che organi diversi suscitano modalità e dinamiche di rigetto disparate, ad esempio il decorso temporale del rigetto nell'allotrapianto cardiaco e renale differisce significativamente in alcune combinazioni di ceppi. Questo modello è uno strumento interessante per molte ragioni, nonostante le sue sfide tecniche. Poiché gli aplotipi del ceppo di topo consanguineo sono ben caratterizzati, è possibile scegliere combinazioni di donatore e ricevente per modellare il rigetto acuto dell'allotrapianto mediante trapianto in loci MHC di classe I e II. Al contrario, con il trapianto tra ceppi con aplotipi simili, può essere indotto un processo cronico in cui il rene allotrapianto sviluppa fibrosi interstiziale e atrofia tubulare. Abbiamo modificato la tecnica chirurgica per ridurre i tempi operatori e migliorare la facilità dell'intervento, tuttavia è ancora necessario superare una curva di apprendimento per replicare fedelmente il modello. Questo studio fornirà i punti chiave della procedura chirurgica e aiuterà il processo di creazione di questa tecnica.